cosimolorenzopancini

Cosa dicono le cose


Dice, l'oliera, che si sente come un cigno in gabbia. 
L'aceto tace, acido.

Dice, il tovagliolo - sono stato baciato meglio.
Dice, la camicia di lui - anche io, molto.
La camicetta di lei, maliziosa, pur non si sbottona.

Dice, il cellulare di lui sul tavolo, questo carico di segreti è insopportabile.
Dice quello di lei: perché, è divertente invece.
Entrambi lampeggiano del cielo cercando i segnali.

Non avere paura

[Succede che ho in testa una citazione, che dice: "La paura non è un'emozione, è un difetto". E succede che non so, sinceramente, se l'ho sentita dire da qualcuno o me la sono immaginata, o sognata. Il che imporrebbe, per paura d'una indebita appropriazione, il silenzio. E invece.]

La paura è quella cosa che stai per, e invece no.

Storia raccontata su una cartolina vecchia di 50 anni, comprata a un euro al mercato di S. Ambrogio

Villa Ambrosiana, Montelupo Fiorentino.

Mi dicono che sono spettinato...

...ma vi giuro, la colpa non è mia.
Non sempre.

Sketchbooks are not about being a good artist...

...but about being a good thinker.

Una risata vi seppellirà

L'unica, sensata risposta è l'ironia di StudioEsse

Perché la scena della grafica italiana assomiglia ormai sempre di più a quella del cinema italico.
Come dire: qualche indipendente di qualità, un ciuffo di emigranti di talento, e soprattutto: cinepanettoni.

Dice Ieta


Dice Ieta che l'emorragia ha preso sua mamma in 40 ore, il tempo solo di far tornare in Albania i figli dall'Italia e dalla Grecia, per salutarla quando già non poteva più rispondere.
Ma è una benedizione, perché sua mamma temeva la morte, e allora meglio andarsene così - in silenzio come aveva fatto suo fratello, solo due mesi prima, sempre lo stesso giorno. 
Il sette.
Dice Ieta che sua mamma era una persona molto amata, c'erano cinquecento persone al funerale e centocinquanta al pranzo per salutarla. 

This is what we felt like.

It was ten years ago, and this is what we felt like.

The towers had collapsed just a handful months before, and we were still hearing that huge noise.

With them, the whole New Economy Bubble had popped like a giant soap ball. And the design studio in which we worked, that had increased its crew from 10 to 30 people in less than a year, started cutting heads. 

It was - we felt - the right time to do our own thing, and open a new studio. Ours.

Capra e Cavoli

Ora che è uscita Prospektiva 53, nella sua bella vaschetta di plastica e che il numero precedente (La Traversata di cui si parla qui) è da collocare negli annali degli esauriti (o quasi, forse potete procurarvi una delle ultime centonovantanove copie cartacee numerate scrivendo una mail a redazione@prospektiva.it), adesso insomma che ho aperto e chius

Positive coffee

L'hortus conclusus, il primo mobile, il baricentro esistenziale, l'occhio del ciclone, il giardino segreto di studio Kmzero è l'angolo del caffé.
Qui designers stanchi si rinfrancano per pochi secondi, scambiandosi pigre chiacchere, nerdtalk in linguamista, progetti per web strategy e piani di conquista del mondo.
A volte la macchina del caffé è testimone di feroci diverbi, oppure di manifestazioni di inattesa stima. 

Pages